Bancarotta fraudolenta – Rateizzazione del debito tributario – Possibile inefficacia

Con sentenza n. 11740 depositata il 25 marzo 2025, la Quinta Sezione Penale della Corte di Cassazione, nell’esaminare la responsabilità penale dell’amministratore di una società, ha affermato che l’attivazione della procedura di rateizzazione del debito tributario, così come il pagamento di alcuni ratei, non escludono il dolo previsto per la bancarotta impropria.

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Reati tributari – la Corte Europea dei Diritti dell’Uomo condanna l’Italia sulle ispezioni della Guardia di Finanza e dell’Agenzia delle Entrate

Nel procedimento Italgomme Pneumatici S.r.l. and Others v. Italy, n° 36617/18 la CEDU ha sanzionato l’Italia per l’insufficienza delle garanzie offerte dalla legge interna in materia di accessi e ispezioni della Guardia di Finanza e dell’Agenzia delle Entrate.

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Infortuni nei piccoli cantieri – Profili di responsabilità del committente privato

Con la sentenza n. 3715/2025 del 29 gennaio 2025, la Quarta Sezione Penale della Corte di Cassazione ha chiarito le condizioni in cui può essere riconosciuta la responsabilità penale del committente privato nei casi di infortunio a seguito di affidamento dell’esecuzione di lavori di piccola entità.

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Nomina difensiva – Autentica della firma anche se non apposta in presenza del cliente

Con la sentenza n. 42391 depositata il 19.11.2024 la Cassazione penale, Sezione 6^, , ha precisato che, per l’autenticazione della firma dell’imputato da parte del difensore, non è necessario che la firma sia stata apposta in sua presenza. Il difensore può autenticarla basandosi sulla conoscenza diretta o su altre fonti che ne attestino l’autenticità.

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Bancarotta e reati fallimentari: il patteggiamento con pena inferiore a due anni esclude l’applicazione delle sanzioni accessorie

La Sezione Quinta della Corte di Cassazione con sentenza numero 43703 depositata il 19.11.2024 ha escluso la possibilità di applicazione delle pene accessorie previste in tema di reati fallimentari dall’art. 216 ultimo comma Legge Fallimentare nei casi di applicazione della pena su richiesta delle parti non superiore ai due anni.

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La confisca per equivalente del profitto del reato – Possibile ripartizione tra i concorrenti: l’informazione provvisoria della pronuncia delle Sezioni Unite e la requisitoria del PG

Pubblicata informazione provvisoria 12/2024 della decisione delle Sezioni Unite che in tema confisca del profitto per equivalente ammette, in caso di concorso di persone nel reato, la limitazione a quanto effettivamente conseguito dal concorrente.

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Truffa on line e aggravante della minorata difesa: sempre in caso di “distanza” tra vittima e agente.

Il principio di diritto riaffermato dalla Sesta Sezione penale della Cassazione nella sentenza numero 18585/2024 – depositata il 10/05/2024, è stato applicato per risolvere un processo in cui i giudici di merito avevano unanimemente ritenuto l’imputato colpevole di sette episodi di truffa aggravata ai sensi dell’art. 61 n.5 C.P. L’imputato aveva proposto a diverse persone la vendita online di scarpe da ginnastica, incassando i relativi pagamenti senza mai consegnare le scarpe agli acquirenti.

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Corte Costituzionale – Illegittima la pena minima di due anni per il reato di appropriazione indebita

Si segnala il deposito della sentenza con cui la Corte costituzionale ha dichiarato l’illegittimità costituzionale dell’art. 646 primo comma C.P. modificato dall’art. 1, comma 1, lettera u), della legge 9 gennaio 2019, n. 3 (Misure per il contrasto dei reati contro la pubblica amministrazione, nonché in materia di prescrizione del reato e in materia di trasparenza dei partiti e movimenti politici) – nella parte in cui prevede la pena della reclusione «da due a cinque anni» anziché «fino a cinque anni».

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Estorsione sul posto di lavoro – Per il datore verso il dipendente solo in presenza di un rapporto contrattuale in essere tra le parti.

La sentenza n. 7128/2024, emessa il 16.02.2024 dalla Seconda sezione penale della Suprema Corte stabilisce i criteri specifici necessari per configurare il reato di estorsione ai danni dei dipendenti da parte di un datore di lavoro che sottopone i propri impiegati a condizioni economicamente opprimenti, minacciando ritorsioni qualora non vengano accettate.

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